Targato TA è un progetto di giornalismo partecipativo realizzato dalla rete per lo sviluppo turistico-culturale ViviTaranto. Una finestra critica e propositiva sugli accadimenti del territorio e sulle sue espressioni migliori.



giovedì 17 maggio 2012

AEROPORTO - Le finte battaglie dei nostri politicanti


Un aereo della flotta Airitaly.

In questo a Taranto non siamo secondi a nessuno: "chiacchiere e distintivo", recitava un favoloso De Niro. A Taranto siamo campioni nell'organizzare: tavoli, consulte, dibattiti, monotematici etc... Si parla, si dibatte (magari lì per lì ci si scontra), poi dopo un po' di giorni tutto torna nella normalità, come se non fosse successo nulla.
Maggio 2011, Florido riceve una proposta da AirItaly per iniziare due rotte aerea "Taranto-Roma e Taranto-Milano" (leggi QUI). Florido è in pieno fermento, dirama comunicati stampa e interviste video, organizza un pre-dibattito, un consiglio provinciale monotematico, arriva a proporre una "class-action" contro Aeroporti di Puglia, chiede l'immediata venuta a Taranto dell'assessore Minervini. Risultato: ancora attendiamo e nel frattempo AirItaly ha attivato la rotta Bari-Milano Linate (leggi QUI).
Settembre 2011, il Consiglio Regionale, su un preciso (sollecitato dal M.A.T.) O.d.G. di Alfredo Cervellera, dibatte sul ripristino dei voli passeggeri a Taranto (leggi QUI). Questa la risoluzione votata all'unanimità: "Il Consiglio Regionale impegna la Giunta a valorizzare l'infrastruttura aeroportuale di Taranto-Grottaglie predisponendola anche ai voli civili". Risultato: Aeroporti di Puglia ha completamente ignorato l'O.d.G. che integrava e correggeva il P.R.T. (Piano Regionale dei Trasporti - ndr).
Dicembre 2011, in sede di approvazione del bilancio alla Regione, salta un finanziamento (gemello di quello foggiano), prevedeva: 1 milione di € ed alcuni voli Ryanair a Taranto. L'emendamento, il 27/ter salta perchè Minervini (sempre lui), promette per il 26/01/2012 un piano straordinario per l'aeroporto di Taranto. I consiglieri di maggioranza, si lasciano "affascinare" da Minervini (eppure dovrebbero conoscerlo bene). Risultato: spunta fuori il progetto "Aerotecsys" che non c'entra nulla con i voli passeggeri (leggi QUI).
Gennaio 2012, la CCIAA 2° azionista di Aeroporti di Puglia (vedi QUI), nella persona del presidente Sportelli, promuove una serie di tavoli (ne ho contati 5, spero non me ne sia sfuggito nessuno), per riattivare finalmente i voli passeggeri a Taranto, riceve i consensi dagli operatori turistici, albergatori, agenzie viaggi, associazioni, movimenti, comuni tarantini, lucani, calabresi etc... Solo i sindacati sono indifferenti. Pelillo arriva a litigare con Minervini, affermando che è sempre pronto a ripristinare l'emendamento 27/ter. Risultato: al momento tutto tace.
Aprile 2012, continuano i tavoli, le riunioni, i consigli per discutere non dei voli passeggeri ma sul cambio della destinazione d'uso dei terreni intorno all'aeroporto per l'insediamento di Aerotecsys. Risultato: il tempo passa, Aeroporti di Puglia si frega le mani e i tarantini restano con un pugno di mosche. Anzi no, ci hanno dato le navette già miseramente naufragate.
Mentre c'è chi fa "chiacchiere e distintivo", c'è chi (gratis) si adopera e si espone di tasca propria: TarantoVola ed EsaFly cercando di organizzare voli charter con la collaborazione di agenzie di viaggio, l'avv. Albisinni presentando un esposto alla Procura di Taranto, per capire meglio cosa è successo in tutti questi anni all'aeroporto di Taranto (leggi QUI), il M.A.T. con un esposto al Presidente della Repubblica e alla Commissione di Garanzia CEE (lo trovi QUI), Libera...mente con una proposta per istituire una "zona franca-no tax zone" all'aeroporto di Taranto.
Nei giorni scorsi c'è stata l'approvazione del bilancio 2011 di Aeroporti di Puglia, presente: Bari, Foggia, Brindisi, chi mancava? Chiacchiere e distintivo!
di Mimmo De Padova 

domenica 13 maggio 2012

MADE in TARANTO – L’altra domenica della Taranto che cambia

foto di Cosimo Calabrese.
Scavalcare i recinti del provincialismo di questa periferia meridionale, metterci del proprio per riportare la realtà ad una dimensione più umana, riappropriarsi di spazi pubblici per mettere al centro la sana socializzazione. Sono sempre più sciolte a Taranto le catene di un’inerzia che è stata condanna per decenni e la voglia di cambiamento reale prende la forma dell’impegno civile, del desiderio di partecipazione e di voler vivere la città come la si vorrebbe. Gli esempi a riguardo sono sempre più numerosi, dal gruppo spontaneo di ragazzi impegnatisi per riportare decoro e pulizia nelle piazze (QUI il loro gruppo su facebook), a quelli che promuovono la cultura nelle sue diverse forme col progetto ArcheoTower, dai gruppi di appassionati di Taranto nati sui social network, alle sempre più numerose esperienze di giornalismo partecipativo nate dal basso sulla rete. Fra queste bellissime realtà della nostra città, qualche tempo fa, segnalammo un gruppo impegnato nella diffusione dell’uso delle due ruote quale miglior mezzo per vivere la città (leggi QUI il nostro post). Non ciclisti professionisti che chiedevano spazi per le loro performance, ma gente comune che aveva sposato i ritmi lenti e sani dello spostamento in bicicletta (lenti neppure tanto rispetto alle file in auto!) e i piaceri del tornare a socializzare in strada. Questo gruppo, forte del consenso crescente riscontrato è confluito in un’associazione (la trovi QUI), la cui spontaneità è rimasta intatta e continua a produrre interessanti sperimentazioni urbane. L’ultima in ordine di tempo è l’appuntamento della domenica pomeriggio col bike polo nel pattinodromo adiacente alla palestra Ricciardi. E' una disciplina sportiva identica al polo che abbiamo imparato a conoscere nelle immagini televisive dei reali inglesi immersi nel loro hobbie preferito, solo con le bici al posto dei cavalli e secchi di semplicità a sostituire lo spirito elitario dei cavalieri britannici! Il bello è che questo appuntamento è andato oltre se stesso, finendo per diventare un godibile pomeriggio di socializzazione fra persone di ogni età, accomunate da una coinvolgente, nuova visione di città. Qualcuno porta una radio, qualcun altro qualche bibita fresca (i cui rifiuti finiscono rigorosamente nei cestini) e tutt’intorno bimbi in triciclo e tanta distensione. Il paragone non risulti azzardato, perché vi stiamo parlando di spirito e non di luoghi materiali, ma recandoci al pattinodromo in una di queste domeniche, il pensiero ci è corso al Central Park di New York dove, fra biciclette, tandem e pattini, puoi trovare a divertirsi insieme gente dai 3 ai 90 anni, in barba a tutte le nostre arretratezze culturali. Qualche giorno fa Taranto è stata anche tappa del tour di Radiobici.it (leggi QUI) che ha potuto testimoniare una realtà che, lontano dalle etichette che è solito sentir dare, porta semplicemente la bandiera di una città migliore. Non c'è alcun dubbio, c’è una Taranto che, nonostante tutto, sta cambiando davvero.

giovedì 10 maggio 2012

CULTURA - San Cataldo, storia e tradizione del Santo Patrono di Taranto


Statua di S. Cataldo.
In occasione dei festeggiamenti in onore di San Cataldo, Targato TA vi propone un tuffo fra storia e tradizione...
STORIA Cataldo Colgan nasce a Canty, in Irlanda, all’inizio del VII secolo da una famiglia divenuta fervente cattolica a seguito dell’imponente opera di evangelizzazione di San Patrizio. Dopo essere stato professore universitario e poi monaco e abate a Lismore, viene imprigionato con l’accusa di magìa per aver resuscitato due bambini. Liberato grazie all’intercessione di due Angeli che apparvero in sogno al re del Munster, diviene Vescovo di Rachau. Durante un pellegrinaggio in Terra Santa viene invitato da alcuni tarantini a governare la loro diocesi in preda al paganesimo. Secondo la leggenda fu lo stesso Signore ad indicargli Taranto con l’invio di un Angelo. Così, di ritorno dal viaggio, vi si ferma e, constatata la situazione, decide di trasferirvisi operando nella popolazione diverse guarigioni miracolose. Si dice che arrestò una terribile tempesta gettando in Mar Grande il suo anello, da cui originò una sorgente d’acqua dolce, tuttora nota come Anello di San Cataldo. San Cataldo muore a Taranto l’8 marzo del 685 e viene sepolto, per suo volere, nell’allora duomo di San Giovanni in Galilea, poi distrutto dai Saraceni nel 927. Il 10 maggio del 1071, durante i lavori di ricostruzione del tempio, il corpo del Santo viene ritrovato in un’urna di marmo, avvolta in abiti pontificali e con una croce dorata sul petto con incisa la parola CATALDUS: i tarantini gli dedicarono la nuova Cattedrale e lo eressero a Patrono della cittàDal 1151 le reliquie del Santo irlandese, che per le sue origini è conosciuto  come Protettore dei Forestieri, sono conservate in un’urna d’argento nel transetto destro della Cattedrale, poi divenuta l'opera barocca di grande pregio nota ai tarantini come “Cappellone”. 

CELEBRAZIONI Le celebrazioni per la festa di San Cataldo cominciano la sera dell'8 maggio con la cerimonia d'u pregge (privilegio), ossia la consegna, da parte delle autorità religiose, della statua del Santo nelle mani del Sindaco. Successivamente l'effigie viene portata a bordo della nave Cheradi della Marina Militare ed ha così inizio la suggestiva processione a mare con al seguito una moltitudine di imbarcazioni, pescherecci e motoscafi. Il momento culminante della manifestazione coincide col passaggio del corteo dal canale navigabile, tra i fuochi d'artificio e il suono delle sirene delle barche. Dopo l'attracco in via Garibaldi, nella Città vecchia, la statua viene portata in processione tra i vicoli, fino al rientro in Cattedrale. Il 10 maggio si celebra la messa solenne nel duomo e a seguire la processione a terra fino alla chiesa del Carmine, prima del rientro nella Cattedrale. 

EVENTI PARALLELI Alle solenni celebrazioni si affianca, dal 1986, Il Palio di Taranto, tradizionale gara di barche a remi rappresentanti i sei rioni della città. La manifestazione ha luogo il pomeriggio dell’8 e, in seconda battuta, nella terza domenica di luglio e consiste nell’effettuazione del periplo del Borgo antico, fra Mar Piccolo e Mar Grande, con traguardo sotto al ponte Girevole. Alla gara dei Rioni sono abbinati il Trofeo Interforze e quello delle canoe. 

CURIOSITA’ Sebbene San Cataldo sia il più celebrato dai tarantini, non è l’unico patrono della città. Gli altri sono l’ImmacolataSant’Egidio da Taranto. Alla prima è attribuito il miracolo di aver salvato i tarantini dal tremendo terremoto del 7 dicembre del 1710. Sulla sua statua, conservata nella chiesa di San Michele in Città vecchia, si può ammirare la particolare posizione delle mani con la quale, si dice, mitigò gli effetti della catastrofe (vedi QUI). A Sant’Egidio, la cui casa natale è visitabile al pendìo Lariccia nel centro storico, è dedicato un piccolo museo nella chiesa di San Pasquale, in c.so Umberto. 
DETTO POPOLARE A San Cataldo finisce il freddo e comincia il caldo!

venerdì 4 maggio 2012

POLITICA - Giunta uscente, le pagelle di Targato TA


Li abbiamo eletti, pagati (quasi tutti poco meno di 44.000 €/anno) e ci hanno rappresentato per cinque anni.
Giunti alla fine di questo mandato è tempo di bilanci e valutazioni, ecco le pagelle di Targato TA alle deleghe assessorili più importanti dell’amministrazione uscente.

Paolo Ciocia (Università e Beni Archeologici) - 6
Non ha avuto il timore ideologico di riprendere in mano il vecchio progetto della giunta Di Bello di realizzare l’Università presso il convento di San Francesco nel Borgo antico ed ha condotto in porto l’importante operazione con qualche tribolazione, ma con un successo finale (leggi QUI). L'attenzione non è mancata, ma gli stanziamenti comunali non sono riusciti a far decollare i servizi che dovrebbero connotare Taranto come città universitaria (leggi QUI). Su pressione della città ridà vita all’antica chiesa cristiana della Cripta del Redentore, ma in 5 anni pieni di mandato non riesce a incidere su null’altro. Niente di fatto per la Casa dello studente prevista in via Acton, laboratori rimasti fuori dai finanziamenti e scarso gioco di squadra con la Provincia per strappare a Bari un policlinico da affiancare al polo ospedaliero previsto dalla Regione. E' un periodo di ristrettezze economiche, ma gli studenti tarantini hanno finanziato l'Università barese per decenni ed è arrivato il tempo di chiederne il conto mettendo nel mirino in primis il miglioramento qualitativo dei servizi e, appena possibile, quello quantitativo dell'offerta, con facoltà che registrano un eccesso di domanda nel capoluogo.


Piero Bitetti (Polizia Municipale) - 6
Entra a partita in corso e cerca subito di mettersi sulla scia delle richieste della città in merito alla sicurezza, alla pedonalizzazione dell’Isola e ad una nuova attenzione per la mobilità sostenibile. Il tutto si risolve con il meritorio allungamento dell’orario di lavoro della Polizia Municipale (che pur continua a non incidere su sicurezza e legalità), alla recentissima realizzazione dell’isola pedonale davanti alla sede universitaria del centro storico (leggi QUI) e con l’adesione del Comune alla campagna Salvaiciclisti che produce messaggi di sensibilizzazione sui pannelli elettronici posti in città. Un po’ pochino per il pupillo di Florido, ma con l’attenuante della mancanza di tempo sufficiente a produrre di più.

Anna Rita Lemma (Pubblica Istruzione e Pari Opportunità) - 7
Anche lei entra a partita in corso ma gestisce la delega alla Pubblica Istruzione con la pacatezza e la normalità che la scuola richiede per funzionare. Non si tira mai indietro di fronte a iniziative in grado di accrescere il ruolo dell’istituzione che forma i nostri giovani e di sensibilizzare sulle pari opportunità. Saranno queste virtù a renderla così invisa ad un partito di potere come il Pd?

Mario Pennuzzi (Servizi Sociali e Cultura) - 5
La sua opera si concentra quasi del tutto sui pur importantissimi Servizi Sociali, col continuo sforzo di ricercare soluzioni in termini di contributi, alloggi e spazi per le categorie deboli. Manca quasi del tutto, invece, sul fronte cultura dove, anche per quest’amministrazione, si registra una totale mancanza di programmazione per il rilancio della città, con iniziative estemporanee realizzate più per la spinta esercitata dalla città che per una strategia pianificata. Recupera alla fruibilità l’ipogeo di palazzo Galeota con la promessa di metterla a disposizione delle associazioni, cosa ancora non messa in pratica (leggi QUI) ed è protagonista del recupero di palazzo Pantaleo annunciato in tutta fretta in questi giorni, ma tuttora chiuso per imprecisati problemi tecnici (leggi QUI). Scarso il dialogo con gli operatori culturali del territorio che pure hanno chiesto l'istituzione di una Consulta ad hoc. Imperdonabile il bando con cui l’assessorato nel suo insieme affidò la gestione della necropoli di via Marche e delle tombe a camera (chiuse da tempo immemore) a una società di distribuzione di materiale…informatico (?!) poi ritirato per l’insorgere delle cooperative di beni culturali del territorio (leggi QUI). Non l'unico affido ad essere attribuito senza opportuna evidenza pubblica.

Nicola D'Ippolito (Urbanistica e Edilità) - 5 
Quello che a tutti è sembrato un successo, in realtà lo è stato solo a metà. Ci riferiamo a quella parte di immobili comunali presenti sull’Isola candidati al risanamento mediante il ricorso al project financing e ai finanziamenti regionali (leggi QUI). Il project financing è uno strumento col quale il Comune ha chiesto aiuto ai privati in cambio del 20% di appartamenti ristrutturati, che verranno assegnati allo Iacp. Invece di ricorrere a questi aiuti con assegnazione diretta degli appalti, ci sarebbero stati strumenti più efficaci come il leasing in costruendo, in grado di risanare maggiori parti del Borgo mantendo la regìa delle operazioni (leggi QUI). Questo assessorato ha finito anche per tradire la promessa di un mancato allargamento dei confini della città, approvando varianti discutibili senza metter mano al quanto mai vetusto Piano Regolatore cittadino: una responsabilità da dividere col suo predecessore Cervellera, poi passato in Regione.

Sebastiano Romeo (Ambiente, Sanità, Sport) - 2
Assolutamente inadeguato al compito. Il paravento di essere medico non lo salva da un’inazione che lascia increduli, tanto che pare non rendersi conto della gravità della situazione ambientale e sanitaria della città. Il suo predecessore Pastore capì dopo poco dalla nomina che questa delega scottava per la nuova coscienza ritrovata dai tarantini e lasciò l’incarico, ma lui proprio non se ne cura e per tutta la durata del mandato si agita in rassicurazioni del tutto fuori luogo. Una domanda nasce spontanea: è stata una precisa scelta quella di far sedere sulla poltrona dell’ambiente due persone tanto timorose?

Leo Spalluto (Lavori Pubblici) - 7
I tanti lavori di facciata di questi giorni di campagna elettorale appartengono agli usi della peggior politica, ma l’assessorato di Spalluto è uno dei pochi ad aver funzionato bene nell'arco della legislatura. Nonostante il dissesto riesce a sfruttare le poche risorse a disposizione per ridare decoro alle strade principali della città avendo, specie sul finale, la possibilità di spendere qualcosa in più e incidere sulla loro sicurezza con dossi e rotatorie, vero simbolo di quest’amministrazione. Unici demeriti quelli di aver concepito un ulteriore aumento di traffico nel borgo aumentando i posti auto, invece di creare più sane e decongestionanti piste ciclabili; e quello di aver predisposto nuovi marciapiedi senza le sedi per il verde pubblico e, spesso e volentieri, con al centro i pali dell’illuminazione pubblica, con evidente e poco lusinghiero ostacolo alla circolazione dei portatori di handicap.

Davide Nistri (Borgo Antico, Soc. Partecipate, Trasporti, Politiche Abitative e del Lavoro) - 2
Il cumulo di deleghe ricevute spiega fino in fondo il ruolo che il Sindaco gli ha attribuito e fra queste fa male veder trattata così quella al Borgo Antico, che dovrebbe costituire la chiave di volta per l’inversione di rotta turistico-culturale della città. Ad ogni buon conto Nistri le tratta per come sono concepite, vale a dire con assoluta noncuranza. Nei 5 anni di mandato partorisce quasi per sbaglio e solo un anno fa l’idea della candidatura dell’Isola a bene Unesco, gettata lì quasi senza saper cosa e come. Ve ne è tutta evidenza in un bando per chiamare a raccolta i componenti della Commissione che si sarebbe occupata della candidatura che, non solo non è stato pubblicizzato a dovere, ma che pare essere stato scritto da un bambino delle elementari (si fa riferimento ad “appassionati di cultura locale”…lo trovi QUI). Non fa nulla, ma quando prova a farlo è un disastro come quando, di recente, promette il ripristino dell’antico pavimento in basole del centro storico, anch’essa idea validissima, ma non supportata né da cognizione, né da metodo, né dai fatti (leggi QUI). Sulla gestione delle società partecipate pesano decisioni e consulenze piuttosto discutibili, mentre si registra il nulla anche per i rami Trasporti e Politiche del Lavoro. Deleghe assessorili che, a questo punto, sarebbe stato meglio affidare a giovani volenterosi come Cosa, ma forse attribuite a Nistri più per stima del padre Roberto, professore e noto storico tarantino.

Gianni Cataldino (Vice-sindaco, Attività Produttive, Turismo) - 3
Succede come vice sindaco a Carrozzo prima e a Cervellera poi, mentre per la delega alle Attività Produttive a Calcante (di cui non si ricorda assolutamente nulla), e per il turismo alla prof.ssa Mignogna. Appena nominato annuncia l’allargamento della “movida” estiva al molo di via Garibaldi sull’Isola, ma locali e pedonalizzazione non si vedono più neppure nel Borgo. Impegnato in un dialogo costruttivo con le associazioni dei commercianti, finisce per non produrre alcun risultato apprezzabile né per loro, né per i cittadini. Distratto negli ultimi tempi dal braccio di ferro coi grossi centri commerciali per la questione dei giorni festivi di apertura, riesce a creare un dialogo proficuo solo con l’Eni e la Cementir riguardo alle opere che queste devono realizzare a proprie spese come risarcimento per i danni inferti alla città. Una rotatoria e il rifacimento del Campo scuola è quanto si ritiene sufficiente per vendere l’anima della città al diavolo. Gli viene anche attribuita l’importante delega al Turismo, ma quella che doveva essere una delle carte più importanti per il rilancio della nostra economia, sembra rimanere tutto il tempo nel cassetto.

Ezio Stefàno (Sindaco) - 4
L’entusiasmo plebiscitario con cui fu eletto gli dava la grandissima opportunità di mettere su una Giunta tecnica post-dissesto di altissimo profilo, invece getta letteralmente alle ortiche l’offerta di aiuto della città e si lascia tirare la giacchetta dai partiti che lo sostengono. Risultato, una delle giunte più impreparate che la città ricordi e un continuo navigare a vista, che ha rischiato di avvalorare nella gente la pericolosa e sempre strisciante tesi per cui a essere “politicamente scaltri” sono solo i "disonesti". Annuncia per quattro volte l’uscita dal dissesto che di fatto non è ancora raggiunta, ma ha il merito di aver rimesso a posto i conti e aver ridotto i numerosi sprechi. In città si vede anche qualche alberello e qualche giostrina per bambini in più, ma il Sindaco è mancato completamente del polso necessario a far invertire rotta alla città come i tarantini chiedevano. L’apice di questa fatale mancanza si raggiunge in un’intervista a TeleRama in cui dice che si sarebbe posto mano alle alternative di sviluppo solo nel momento in cui fosse giunto il declino della grande industria. Una teoria dimostrata nei fatti con la totale mancanza di prescrizioni nel documento più importante per il futuro di Taranto, l’Autorizzazione Integrata Ambientale all’Ilva, le cui falle sono messe tutte in luce dalla recente perizia del Tribunale di Taranto. Un peccato imperdonabile giustificato con una mancanza di competenza assolutamente falsa dal momento che il Sindaco è la massima autorità sanitaria della città. Vantare con la Regione il varo delle legge anti-diossina non ha valore se poi non vengono previsti controlli continuativi, e la diossina non è certo l’unico veleno che uccide dalle nostre parti. La sua Giunta si caratterizza per continui walzer delle deleghe, defenestramenti e polemiche. Non a caso la maggioranza è rimasta traballante per tutta la durata della legislatura, trovando la quadratura del cerchio solo negli ultimissimi mesi, con un’inaspettata e larghissima alleanza elettorale di centro-sinistra, sindacati compresi, che pare più figlia della paura di qualche nemico all’orizzonte, che di reali convergenze mai registrate prima.    

lunedì 23 aprile 2012

CITTA' VECCHIA - L'Università diventa zona pedonale

La zona davanti alla sede universitaria ospitata presso il convento di San Francesco, nel borgo antico, diventerà presto area pedonale. Il tratto di strada interessato riguarda una porzione di via Duomo e la piazzetta convento di San Francesco che insiste a pochi passi. Il sopralluogo dell'ass. alla Polizia Municipale Bitetti e del comandante del corpo municipale Matichecchia ha dato esito positivo e a brevissimo saranno posizionati dissuasori di sosta, una rastrelliera per le biciclette e verrà inibito il transito di auto e moto davanti all'Università. La decisione è definitiva e mira a salvaguardare l'incolumità dei numerosi studenti che hanno preso ad animare l'Isola dal giorno del trasferimento delle facoltà di Giurisprudenza, Beni Culturali e Scienze della Formazione avvenuto nel settembre scorso (leggi QUI il nostro post a riguardo). Una decisione che salutiamo con favore, nonostante il suo sapore elettorale e nonostante essa dovrebbe essere estesa all'intera Isola con la sola eccezione del suo perimetro. A confermarlo è anche l'incremento nelle vendite registrato dai proprietari di esercizi commerciali e di ristorazione, rianimati anch'essi da questo vento di cultura.

giovedì 12 aprile 2012

INFRASTRUTTURE – Capolinea porto mercantile, uno slalom tra i disagi


Il capolinea bus in tilt.
Per tanti è un biglietto da visita della città, per altri un arrivederci, fatto sta che la stazione bus del porto mercantile è fra le cartoline di Taranto a cui il futuro sindaco dovrà assolutamente ridare decoro e organizzazione. Ci siamo andati martedì scorso per osservare la situazione in una delle giornate tradizionalmente vocata alle partenze da Taranto dopo le festività ma, prima di ogni altra cosa, siamo stati impressionati dalla mole di giovani tarantini in esodo dalla città per studio o per lavoro. Un fiume di ragazzi costretti a lasciare Taranto e affetti fra lacrime e volti mesti, che finiranno inevitabilmente per legare il proprio futuro e le proprie fortune ad altri lidi. Un’immagine che in parte è possibile cogliere dalla foto che abbiamo scattato e che, oltre a tristezza, suscita rabbia, perché non c’è dubbio che questa “fuga di cervelli” sia in parte voluta da chi vuol mantenere Taranto nella situazione in cui versa. Riprèsici da questo pugno nello stomaco, siamo tornati a concentrare l’attenzione sull’organizzazione del capolinea e le note non sono state meno dolenti. Servizi mancanti o inadeguati, da quelli igienici alle sale d’attesa, al servizio informazioni; spazi assolutamente insufficienti, sia per utenti e accompagnatori, che per il parcheggio di bus e auto; cavalcavia sporco e indecoroso; totale inciviltà degli automobilisti intenti a parcheggiare il più vicino possibile ai bus, con enormi ostacoli per il traffico e mancanza di una regìa comunale che in ragione dei limiti strutturali del sito organizzi le partenze dei vari vettori in orari differenziati. A fronte di tutta questa anarchìa solo due volenterosi vigili municipali a sollevare giusto un paio di contravvenzioni. E’ vero che si trattava di una giornata di punta, ma l’aspirazione della città è di averne tante di giornate di punta così, connotate dall’arrivo di turisti in riva ai due mari e dunque sarà necessario intervenire al più presto. Rispetto a quanto abbiamo visto è stato poi inevitabile fare una riflessione sul sistema dei trasporti e sull’università. Nel primo caso risulta sempre più evidente come l’aeroporto di Taranto-Grottaglie possa recitare una parte di primissimo piano in considerazione del bacino d’utenza della città e del suo isolamento ferroviario sempre più penalizzante. Nel secondo è stato altrettanto evidente osservare come l’autonomia del polo ionico e l’allargamento dell’offerta universitaria - magari alle facoltà con eccesso di domanda a Lecce e Bari – potrebbe trattenere e importare ragazzi per diversi anni, alimentando con essi le possibilità di miglioramento socio-economico della nostra città.

venerdì 6 aprile 2012

CITTA’ VECCHIA – Palazzo Pantaleo aperto…solo per le telecamere

Gli interni restaurati di palazzo Pantaleo
nella foto tratta da Archeologia Taranto.
Vi ricordate ai primi di febbraio (il 10) l’inaugurazione in pompa magna del restaurato palazzo Pantaleo in Città vecchia (leggi QUI)? Bè, come potrà notare chiunque vi si rechi - e saranno in molti in questi giorni - è chiuso! I musei annunciati, quello della Città di Taranto e quello etnografico “Majorano”, non sono ancora visitabili, né è dato sapere quando sarà possibile farlo. Intendiamoci, il settecentesco palazzo Pantaleo è stato davvero restaurato e l’opera è più che meritoria, ma è chiaro che i tarantini si aspettavano un’inaugurazione legata alla fruibilità dell’edificio e non alla conclusione di un recupero non visitabile. Evidentemente non si sarebbe riusciti a completare l’allestimento delle strutture museali entro la fine della legislatura e le necessità elettorali di rivendicare l’operazione hanno segnato quest’inaugurazione a solo beneficio…delle telecamere. Gli oggetti della preziosa collezione di Alfredo Majorano sono già stati trasferiti nella rinnovata sede che li ospiterà, dunque non sono fruibili durante i riti della Settimana santa neppure nella vecchia sede di palazzo Galeota. All’origine del ritardo pare ci siano problemi relativi all’agibilità dell’edificio, ma chissà che le elezioni non ci regalino qualche prodigio comunque molto ben accetto al riguardo. Insomma neppure l’amministrazione Stefàno è riuscita a rimanere esente dal morbo della campagna elettorale che ogni cinque anni, ciclicamente, contagia le amministrazioni di tutte le bandiere politiche, con annunci roboanti e disattesi (leggine uno QUI), inaugurazioni frettolose, lavori stradali a tappeto nei quartieri più popolosi e personale Amiu alacremente al lavoro. Riconosciamo che quello dei lavori pubblici è fra i pochi settori ad aver lavorato bene durante la legislatura, ma non passa inosservato il fatto che in queste settimane ci si stia spendendo nel vecchio trucco di disseminare per strada tanti piccoli lavori dalla comune caratteristica di essere tutti molto ben visibili all’occhio del cittadino elettore. Una domanda più cattiva ci viene piuttosto di farla riguardo all’Amiu: ma come fanno le amministrazioni a rendere così puntuale il servizio di pulizia e manutenzione di strade e giardini appena prima delle tornate elettorali? Quali sono le leve che consentono quest’efficientamento di lavori di natura ordinaria?

martedì 3 aprile 2012

CITTA' VECCHIA – Processione dell'Addolorata, l'Isola chiude alle auto

Invasione di due ruote sul molo di via Garibaldi.

Il centro storico di Taranto resterà interdetto al traffico veicolare dalle 21 del Giovedì santo fino alle 6 del venerdì mattina. Lo ha deciso l’amministrazione comunale che renderà effettivo il divieto con un’apposita ordinanza sindacale. Ha trovato dunque riscontro l’accorato appello dell’associazione di ciclisti urbani The Howlers che, proprio la notte del Giovedì santo di un anno fa, perse il proprio ispiratore Lucio Dione, travolto con la sua bicicletta da un’auto pirata sul ponte girevole (QUI trovi l’appello diramato il 9 marzo scorso). Si tratta di una scelta di buon senso che in verità dovrebbe caratterizzare l’Isola durante tutto l’anno, con la sola eccezione delle vie perimetrali, ancora troppo importanti per l’ingresso e l’uscita dei veicoli dalla città. E' così che dovrebbe presentarsi un centro storico, come avveniva qualche secolo fa, quando le città venivano vissute nei vicoli e per questo nella loro reale pienezza. Ogni borgo antico che si rispetti è dedicato a pedoni e ciclisti e inibito alle auto, per questo vogliamo sperare che quest’apertura durante la processione dell'Addolorata, magari legata a logiche di popolarità del momento, possa rappresentare un viatico per un maggiore sviluppo civico di Taranto. Per ora sarà importante poter godere di una serata in assoluta sicurezza, specie in considerazione dell’enorme flusso di cittadini e turisti mossi dai settecenteschi riti tarantini, che quest’anno avranno un motivo in più per essere vissuti al meglio. Clicca QUI per saperne di più sulla storia dei riti della Settimana Santa di Taranto.



sabato 31 marzo 2012

MADE in TARANTO - Sneakers76, una collaborazione mondiale con la Reebok


Il gruppo di Sneakers76 (a sin. Daniele Valente).
C’è anche un negozio di Taranto fra quelli scelti dalla Reebok per promuovere il restyling in edizione limitata della storica Workout a 25 anni dalla sua prima uscita. Si tratta dello store Sneakers76 di via Pupino 43, unica realtà italiana ad aver partecipato al progetto. Un riconoscimento importante che proietta il punto vendita tarantino fra i 15 scelti da Reebok a livello mondiale per questo nuovo lancio e che, soprattutto, premia una filosofia fatta di cortesia e passione per la qualità. Il tutto è stato riassunto in un video efficace e ben fatto (lo trovi QUI) che promuove non solo la scarpa e il concept store di Daniele Valente, ma Taranto stessa, attraverso un omaggio al suo vento di cambiamento. Un minuto e 15 secondi in cui trova spazio l’uso delle due ruote e la pista della palestra Ricciardi, sempre più luogo di aggregazione sportiva e sociale della città (ne parleremo fra qualche giorno in un post dedicato). Ne esce un breve spaccato di una città che può a giusta ragione ambire a diventare una Smart City, ossia una città intelligente che pone, fra le altre cose, la mobilità sostenibile fra i meccanismi per uno sviluppo più sano e gratificante. Anche il video è made in Taranto e porta le firme di Daniele La Gioia, Emilio Cattolico, Roberta Marangi e Alex P. Palmieri per la musica. Qui trovi le foto del party con cui Snakers76 ha festeggiato l’evento.

venerdì 30 marzo 2012

A CARICATURA - Sempre sotto all'asfalto le chianche promesse

"Continuità, innovazione e solidarietà" è lo slogan sui manifesti elettorali dell'ass. Nistri. 'Innovazione'...non è che non tira fuori le chianche perché sono troppo 'antiche' allora???
QUI trovi il post di riferimento. Vignetta di Alessandro Guido

giovedì 29 marzo 2012

IL PUNTO - Amministrative di maggio, un appuntamento con la storia


Un'aerea di Taranto.
Finalmente il quadro elettorale per le prossime amministrative sembra pronto, con un ritardo che ha accomunato un po’ tutti gli schieramenti, in primis i vecchi partiti, sempre più impegnati in alleanze di convenienza e sempre meno nel produrre strategie per la città. Una cosa è certa, a questa tornata Taranto inizierà a conoscere i risultati del nuovo interesse dei suoi cittadini, dal momento che una cospicua parte dei concorrenti a palazzo di Città proviene da una società civile ormai stanca di essere amministrata da conservatori delle attuali mappe di potere. E’ vero che finora il cambiamento tanto invocato ha prodotto pochi risultati tangibili, ma ciò è dovuto al fatto che la pressione esercitata dal basso non ha mai trovato sponde sul fronte politico e questo deve far riflettere tutti. Nel frattempo il malcontento ha continuato a incubare nutrendosi di informazione, consapevolezza e sensibilità nuove, aspetti  che non hanno reso questi anni infruttuosi, piuttosto sono serviti a creare la base necessaria per una svolta solida e reale. Le grosse imprese richiedono tempi medio-lunghi per essere realizzate e, se pensiamo che il risveglio delle coscienze è avvenuto non più tardi di sei, sette anni fa, anche il più pessimista dei nostri concittadini dovrà ammettere che parlare già di riappropriazione della rappresentanza politica è un risultato di enorme portata, aldilà che si tratti della nomina del sindaco o di un piccolo manipolo di consiglieri di minoranza che vigili sul reale rispetto dell'agenda decisa dalla città. Perfino l’eccessiva frammentazione del mondo civile (da non definire riduttivamente “ambientalista”) è un fenomeno comprensibile, dal momento che non siamo ancora abituati a gestire l’attivismo e lo stare insieme. Potere e denaro sono un collante che la gente per bene non conosce, motivo che giustifica l’effetto big bang di questa fase. C’è anche chi gioca scientificamente a dividere, ma costoro ci saranno sempre e un minimo d’informazione sarà il miglior antidoto per riconoscerli. Perciò ben venga l’impegno dei tanti tarantini che hanno deciso di scrollarsi da abiti e menti la fuliggine rosso rame che li avvolgeva, per rimboccarsi le maniche sentendo la responsabilità di cambiare il corso delle cose di questa città. Entrare in politica non significa sporcarsi le mani e perdere la purezza d’animo, poiché non è la politica ad essere fangosa, ma coloro ai quali l’abbiamo affidata con deleghe in bianco assolutamente tradite. Stavolta la posta in gioco è alta, altissima, perché potremo decidere se questa irruzione della società civile nella politica dovrà conoscere un ulteriore tempo di ambientamento o prendere già in mano le redini della città per riportarne indietro le lancette della storia. La partitocrazia classica e stantìa ha capito benissimo che ci si gioca molto, tanto che non dovrà meravigliare se durante la prossima campagna elettorale vedremo alleanze più o meno occulte fra partiti di solito in contrapposizione, magari appoggiati da sindacati e grande industria. Il finto teatrino delle divergenze potrebbe lasciar spazio alla contrapposizione vera, quella assai più temuta, contro la “banda degli onesti” in marcia verso piazza Municipio. Insomma la storia è alle porte e se vorremo ricordarci di questo momento cruciale per le sorti di Taranto, converrà davvero farla entrare.

mercoledì 28 marzo 2012

SVILUPPO – Anche il Comune di Taranto aderisce alla campagna “Salva i ciclisti”


Ringraziamo l'amico Giovanni Settanni
per foto e segnalazione.

Da questa mattina a Taranto, sui pannelli a led della polizia municipale presenti nei punti nevralgici della città, scorreranno le frasi della campagna “Salva i ciclisti”. Anche il Comune di Taranto ha infatti aderito alla campagna di sensibilizzazione partita da un’idea del quotidiano inglese Time e largamente diffusasi anche in Italia su media e blog, per portare la giusta attenzione su ciclisti urbani e pedoni. L’adesione sarà ufficializzata anche sui social network facebook e twitter nelle pagine dedicate all’iniziativa. Pensate che in Italia contiamo più di 2.500 vittime sulle due ruote, più del doppio di quanto registrato nel Regno Unito da cui è partita la denuncia. Ciò che la campagna chiede è una maggiore civiltà da parte degli automobilisti e, soprattutto, una politica più attenta alla domanda di cambiamento riguardo alla mobilità sostenibile, da non intendersi come pratica per una manciata di sportivi della domenica, ma come un’abitudine sempre più diffusa per vivere le nostre città nella maniera più sana. La campagna elettorale in corso a Taranto può forse mettere in dubbio la reale sensibilità dell’amministrazione attuale, ma ciò non deve distogliere dalla bontà del messaggio veicolato, che dovrà rappresentare patrimonio comune di cittadini e amministratori a tutti i livelli.

COM'E' ANDATA - La giornata nazionale della gente di mare


Il tavolo dei relatori della giornata.

Si è svolta ieri mattina presso la caserma "D'Onofrio", all'interno del Porto mercantile di Taranto, la giornata nazionale della gente di mare, un momento di conoscenza e confronto sulle tematiche inerenti il mondo del mare e di quanti sono attivamente impegnati, per motivi professionali e/o di volontariato, nei mari di tutto il mondo. Al confronto un tavolo composto da alcuni relatori di rilievo: Don Giacomo Martino, responsabile nazionale delle "Stella Maris" d'Italia (realtà di volontariato presente in gran parte dei porti nazionali ed internazionali, ad opera delle differenti diocesi, con l'obiettivo di essere al servizio dei marittimi sotto ogni aspetto spirituale, pratico e logistico); Marisa Metrangolo, responsabile dell'ufficio migranti della diocesi di Taranto e coordinatrice della Stella Maris di Taranto; il capitano di vascello della Capitaneria di porto di Taranto, Pietro Ruberto; il presidente dell'autorità portuale di Taranto, Avv. Sergio Prete. All'incontro ha inoltre presenziato e portato il suo saluto anche l'arcivescovo di Taranto, S.E. Rev.ma Mons. Filippo Santoro. Nel corso degli interventi sono stati affrontati diversi argomenti: il capitano Ruberto, dapprima, ha evidenziato l'importanza del ruolo di comunicazione tra enti e istituzioni del mondo marittimo, insieme ai gruppi di volontariato. C'è stato anche spazio per alcuni ricordi di particolari mansioni operate dai marittimi, spesso sconosciute dai cittadini, ma di elevata importanza e valore umano per tutti gli operatori del mare, come ad es. la figura del "marconista", colui che aveva il compito di rendere possibili le comunicazioni via radio  tra operatori marittimi e i loro familiari, spesso presenti in punti molto distanti del globo terrestre. Subito dopo, Marisa Metrangolo è intervenuta descrivendo le attività che sono oggi in essere presso la sede tarantina della Stella Maris, nel porto mercantile. Questa è stata anche un'occasione per evidenziare alcuni dati statistici fondamentali per comprendere la portata di un fenomeno di grande disagio, che spesso coinvolge esseri umani lontano dalla loro casa, nell'inconsapevolezza generalizzata delle cittadinanze. E' così emerso che nel 2011 a Taranto sono transitate circa 2069 navi, recanti equipaggi di 45 nazionalità differenti, con una permanenza media per imbarcazione di circa 4 giorni e un numero complessivo di persone presenti in modo alterno nella città stimata intorno alle 150.000 unità. Dati impressionanti, che se arricchiti dal fatto che le etnie rappresentate sono molteplici (russi, ucraini, indiani, pakistani, filippini, ecc) rendono bene la complessità di un fenomeno di globalizzazione e di esigenze umane che risulta arduo affrontare con la sola disponibilità di pochi volontari. E' proprio per questo che la stessa Metrangolo, ha invitato anche i numerosi ragazzi e giovani presenti in sala, ad interpellare la Stella Maris di Taranto, se intenzionati a collaborare. L'intervento di don Giacomo Martino ha invece posto l'attenzione soprattutto sugli aspetti sociali e spirituali che coinvolgono gli operatori del mare, nel corso delle loro peregrinazioni in tutto il mondo. Alcuni equipaggi sono spesso vittima infatti di atti di pirateria, altri di vero e proprio abbandono da parte degli armatori delle navi, causando disagi e carenze di ordine alimentare e assistenziale davvero gravi. Queste persone sono però il simbolo della cooperazione e dell'interculturalità e interreligiosità. E' infatti frequente registrare negli equipaggi di bordo dei mercantili di tutto il mondo, una commistione tra lavoratori di differenti etnie e religioni, che riescono a convivere e lavorare proficuamente, fornendo anche un insegnamento significativo per le comunità cittadine di tutto il mondo, troppo spesso divise su questioni in confronto marginali. Il presidente dell'autorità portuale di Taranto, avv. Sergio Prete ha invece confermato la piena disponibilità dell'Istituzione da lui rappresentata a collaborare e supportare le attività della Stella Maris, fornendo un importante esempio di collaborazione tra istituzioni e mondo del volontariato il cui unico scopo è quello di migliorare le condizioni di vita e di permanenza dei marittimi all'interno dello scalo jonico. L'intervento dell'arcivescovo di Taranto, Mons. Filippo Santoro si è incentrato prevalentemente sulla cura pastorale e sul significato ecumenico della solidarietà espressa sul territorio locale dalle realtà diocesane della Migrantes e della Stella Maris. E' proprio nell'ottica del rispetto del lavoro e della fatica umana di tutti gli operatori del mare, infatti, che Mons. Santoro alcuni mesi orsono, decise di approdare e insediarsi nel suo ministero a Taranto arrivando dal mare, in continuità col santo patrono San Cataldo. Ai pescatori, mitilicoltori, ai marittimi, ai volontari e a tutte le autorità impegnate nel mondo del mare, Sua Eccellenza ha rinnovato il suo ringraziamento per la preziosa attività svolta e per l'impegno profuso nell'arco di tutto l'anno, pur in condizioni frequenti di forte disagio, logistico ed economico. In conclusione, prima della chiusura dei lavori, va registrato l'intervento di un operatore marittimo impegnato nello scalo tarantino, il quale ha raccontato brevemente la sua attività passata e presente nel mondo della marina mercantile, valorizzando le esperienze umane e le conoscenze acquisite in quasi vent'anni di lavoro.
di Daniele Nuzzi